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“Sport contro la droga”:
Agli inizi degli anni novanta il movimento sportivo
mondiale si interroga sull’esigenza di intensificare le iniziative
volte alla prevenzione delle tossicodipendenze, coinvolgendo soprattutto
i giovani che sono più esposti a questo rischio. A partire dal 1993
si infittiscono incontri fra operatori, con scambi di idee e proposte
che coinvolgono dirigenti del Movimento olimpico e un’équipe di
esperti coordinata da Luigi Cancrini. Per iniziativa di un diplomatico,
Alberto Schepisi (allora vice-rappresentante permanente presso la
Rappresentanza italiana alle Nazioni Unite di Vienna e attualmente
Consigliere Diplomatico del Ministro per lo Sport e le Attività
Giovanili), nacque la proposta di una collaborazione a livello internazionale
tra le istituzioni del mondo dello sport e quelle delle Nazioni
Unite allo scopo di prevenire il consumo di droga fra i giovani.
In questo quadro, Schepisi presentò nella primavera del 1994,
in qualità di capo della delegazione italiana alla Commissione
Stupefacenti dell'UNDCP (il Programma delle Nazioni Unite per il
controllo della droga), una risoluzione
che prevedeva un accordo strategico tra lo stesso UNDCP e il CIO
(Comitato Olimpico Internazionale) per la prevenzione del consumo
di droga. ciò in perfetta sintonia con il nuovo piano d'azione
varato dall'Ambasciatore Giorgio Giacomelli, Direttore Generale
dell'UNDCP, che riequilibrava l'eccessiva enfasi data dai suoi predecessori,
nel contrasto alla diffusione della droga nel mondo, alle fase della
riduzione della produzione e della repressione del traffico di droga
attraverso il controllo del riciclaggio del denaro sporco. La risoluzione,
passata successivamente, a Ginevra, all'esame del Consiglio Economico
e Sociale delle Nazioni Unite, fu poi approvata a New York dall'Assemblea
Generale nell'autunno dello stesso anno. In essa era prevista, oltre
all'accordo strategico su scala globale tra ONU e CIO, anche l'stituzione
di Comitati Nazionali che riproducessero sul piano locale lo schema
dell'accordo, attraverso la partecipazione dei Comitati Olimpici
di ciascun Paese affiancati da organismi pubblici e privati. L'iniziativa
fu ripresa da Ignazio Pirastu, animatore del Comitato Italiano Sport
contro Droga inizialmente presieduto da Adriano Ossicini. A tutti
si unì il Presidente del CONI Mario Pescante, e alla loro
collaborazione si deve l'organizzazione di una serie di convegni
nazionali e internazionali.
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